25 giugno 2017 – Terza Domenica dopo Pentecoste (anno A)

Potrebbe ma non vuole fare da solo, Dio: infatti intende l’uomo non solo come destinatario ma come collaboratore della sua opera. Egli desidera affidargliela, affinché il suo agire – sintetizzato nel compito di custodire e di coltivare – sia nella luce della verità e progredisca con le stesse intenzioni e modalità del Creatore.

La visibilità di Gesù e il dono dello Spirito sono decisivi per realizzare il progetto avviato dal Padre: “Dio – rivela Gesù a Nicodemo – ha mandato il Figlio perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Un totale affidamento a Dio nella conoscenza del bene e del male generi buoni frutti dall’albero della nostra vita.

don Paolo

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18 giugno 2017 – Seconda Domenica dopo Pentecoste (anno A)

Il sapiente Siracide, poco tempo prima di Cristo, rilegge il disegno creativo di Dio e il rilievo dato all’essere umano, testimone e beneficiario delle sue meraviglie: “Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e di intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male”.

Le creature più amate però non sono state spesso capaci di entrare in sintonia con il progetto di Dio, arrivando talora – scrive san Paolo – ad essere “arroganti, presuntuosi e insensati”. Gesù, che è via, verità e vita, ci istruisce sul dare valore ad ogni persona e occasione con la creatività e la fiducia dell’unico Padre.

don Paolo

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4 giugno 2017 – Solennità di Pentecoste (anno A)

Ecco il giorno dello Spirito! Nella scia di Gesù, delle sue parole e dei suoi gesti, noi umilmente proseguiamo la sua presenza nel mondo, certi di una comunione incondizionata e ininterrotta: “il mondo non mi vedrà più, voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete e saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi”.

La Pentecoste non è un avvenimento circoscritto e passato, bensì un dono ricorrente e inesauribile nel cammino della Chiesa: lo Spirito sempre ci conferma, ci accompagna e ci precede. Nella splendida pienezza del tempo pasquale, imploriamo da Lui docilità e franchezza nel realizzare la missione che ci è affidata.

don Paolo

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21 agosto 2016 – Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

La vita è sempre in divenire, richiede un superamento continuo, che le pagine bibliche di quest’ultima domenica dopo Pentecoste sottolineano con forza. Rientrato a Gerusalemme, il “resto di Israele” celebra con entusiasmo la sorprendente continuità dell’Alleanza e la rifondazione del Tempio, ma non mancano quelli che rimpiangono soltanto il tempo passato.

Il Vangelo è un invito incessante a vivere, senza paura, all’altezza dei “segni dei tempi” in cui ci troviamo e lancia anche a noi una sfida positiva dinanzi alla tentazione di pensare per sé e di rinunciare quindi al bene per tanti. Gesù infatti chiede di affrontare in modo straordinario e profetico la normalità, come donne e uomini che si lasciano dirigere dallo Spirito.

don Paolo

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14 agosto 2016 – Tredicesima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Siamo ancora a Gerusalemme, come la scorsa domenica, nell’affascinante e misteriosa città dove Dio abita sulla terra e da cui parte e a cui ritorna il cammino di ogni uomo e dell’intera umanità. In ognuna delle pagine bibliche, sebbene in forme diverse, oggi emerge l’amore per questa città, “posta sulla cima del monte Siòn” come un faro per tutti i popoli della terra.

Gesù in particolare manifesta nuovamente il suo amore per Gerusalemme non con il pianto – come domenica scorsa – ma con gesti sorprendenti e profetici nel Tempio: rovescia, scaccia ma anche introduce e guarisce. E’ un monito a “cambiare passo” nella fede e a rimettere al centro il progetto e la Parola di Dio, abbandonando le abitudini e i criteri degli uomini.

don Paolo

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7 agosto 2016 – Dodicesima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

La violenza, che appare una grave piaga anche nel tempo presente, ha radici antiche e profonde perché abita nel cuore umano. Pur conoscendo quanto sia prezioso comprendersi e aiutarsi, l’istinto della rivalità e della separazione rovina tanti progetti di alleanza. Il racconto della devastazione del popolo e del tempio di Gerusalemme è un monito per la storia di oggi.

Anche Gesù piange su Gerusalemme – città che rappresenta il popolo di Dio e il mondo intero – perché è rimasta indifferente ai segni dell’amore con i quali Dio l’ha incessantemente sollecitata ad aprirsi per diventare una luce per i popoli. Il rischio che il giudizio dell’uomo produca situazioni insensate e invivibili quando prevale sulla Parola di Dio è sempre attuale.

don Paolo

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31 luglio 2016 – Undicesima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Nel corso dell’anno della misericordia e spiritualmente uniti alla moltitudine di giovani che a Cracovia direttamente o altrove stanno meditando sulla chiamata che il Signore Gesù rivolge loro, anche noi siamo posti oggi di fronte a pagine che mirano a renderci coscienti di quella durezza di cuore che può manifestarsi occasionalmente ma che può anche radicarsi in noi.

Il profeta Elia denuncia la violenza del re e della perfida moglie che con avidità e calunnia strappano ad un uomo giusto la vita per ottenere la sua vigna. Gesù rileva la sottile tragicità dell’indifferenza, che mantiene a distanza chi ci sta accanto e rende vana una vita intera. “Il vostro amore sia sincero e fate di tutto per essere ospitali!” raccomanda perciò san Paolo.

don Paolo

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24 luglio 2016 – Decima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

“Donami la saggezza necessaria per agire con giustizia e per distinguere il bene dal male”: è questa la richiesta essenziale di Salomone, figlio di Davide, re sapiente e agiato. L’aiuto di Dio appare indispensabile e decisivo per affrontare la vita degnamente e con stabilità. Ma “ciò che appare impossibile agli uomini, è possibile a Dio”, chiedendolo con fiduciosa umiltà.

Noi che ci diciamo credenti siamo spesso poco disposti ad assumere i consigli e gli inviti del Vangelo, ritenendo quindi il nostro modo di pensare e le nostre risorse economiche più affidabili di quanto il Signore Gesù ci indica. In questa domenica la rivelazione di Dio ci sprona a riconoscere come inaccettabile e a superare ogni divergenza tra la vita e la fede.

don Paolo

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17 luglio 2016 – Nona Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Prima di Gesù e dopo Gesù continua l’incessante trama di bene che Dio Padre dispone per l’intera famiglia umana e che trova il suo centro visibile e imitabile nel Figlio di Dio. L’azione di salvezza è affidata, nella prima e nella nuova Alleanza, a uomini e donne che sono chiamati, consacrati e inviati senza particolari meriti o capacità ma per pura grazia.

Tra quelli scelti per prolungare il legame tra Dio e l’uomo, oggi la Parola narra la vocazione del re Davide, dalla cui discendenza era atteso il Messia. Di questo Gesù parla con i Farisei, chiarendo la signoria di chi viene dal Cielo rispetto al re designato. Anche a noi, consacrati con l’unzione nel Battesimo e nella Cresima, Dio affida la sua benevolenza che è per tutti.

don Paolo

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10 luglio 2016 – Ottava Domenica dopo Pentecoste (anno C)

“Prendere o rendere”? Attraverso la scelta tra questi verbi la Parola di Dio ci spinge oggi a riflettere sul compito sociale che sta con la vocazione cristiana. Noi siamo nel mondo ma non apparteniamo al mondo: esso è il luogo in cui manifestare la nostra fede, la benevolenza che Dio ci affida per tutti e uno stile di servizio che prolunga la gratuità ricevuta.

L’impegno di trasformazione delle realtà terrene secondo la volontà di Dio è parte integrante della dignità battesimale: nulla possiamo sottrarre al bene comune dell’ambito civile in cui ci troviamo – daremo quindi al prossimo ciò è giusto dare – ma quello che siamo e facciamo supera infinitamente ogni dovere: solo a Dio riconsegneremo la vita che ci ha donato.

don Paolo

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