17 giugno 2018 – Quarta Domenica dopo Pentecoste (anno B)

Alla luce della creazione di Dio, la vita è una festa dove ogni cosa è un particolare dell’insieme e tutto tende all’armonia. L’uomo non dovrebbe fare altro che scoprire il progetto e assecondarlo con l’apporto dei carismi personali. Purtroppo l’incapacità del dominio di sé altera il quadro e genera sospetto e disordine.

L’alternativa che cresce è quella che porta il nome di “peccato”, ossia un fine diverso da quello stabilito da Dio. Attraverso la parabola delle nozze, Gesù vuole metterci in guardia sia dal preferire le nostre piccole logiche agli inviti di Dio, sia da un partecipare che appare dettato dall’obbligo anziché motivato dalla gioia.

don Paolo

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10 giugno 2018 – Terza Domenica dopo Pentecoste (anno B)

In questo giorno di festa, che abbiamo atteso e preparato per condividere la gioia dell’ordinazione sacerdotale di tre giovani di questa parrocchia, la Parola di Dio viene ad indicarci il valore della creazione dell’uomo e della donna e della loro feconda relazione secondo il disegno di Dio, ossia il ruolo decisivo della famiglia.

Per quasi tutta l’umanità è questo l’ideale fondamentale e anche la vita consacrata mostra come l’amore vero comporti la rinuncia a se stessi per diventare dono. Nel progetto divino tutto è in armonia: la differenza, sessuale e vocazionale, infatti è orientata sempre a creare unità. Perciò “l’uomo non separi ciò che Dio ha unito”.

don Paolo

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3 giugno 2018 – Seconda Domenica dopo Pentecoste (anno B)

“Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?”. Gesù parte dalla nostra fragilità, che l’ansia fa aumentare anziché diminuire, per invitarci alla fiducia: siamo stati avvolti da un Amore che
non trascura e non abbandona.

Quanto più abbiamo conosciuto Dio come Padre e ci impegniamo a maturare una relazione filiale con Lui, tanto più scopriamo infinite ragioni per rendergli grazie e gloria. Non lasciamoci travolgere da vani ragionamenti che riproducono, in ogni contesto, la tentazione adamitica e diabolica di poter fare meglio o a meno di Dio.

don Paolo

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20 maggio 2018 – Solennità di Pentecoste (anno B)

La presenza dello Spirito santo, che garantisce il legame tra la Chiesa e il suo Signore, accompagna la bella notizia del Vangelo attraverso la storia e richiama alle sue responsabilità l’insieme del popolo di Dio e ogni singolo discepolo. “Io vivo – dice Gesù – e voi vivrete”: lo Spirito amalgama in noi la stessa vita di Dio.

Viviamo come un incoraggiamento e come un invito alla perseveranza la grande solennità di Pentecoste, riconoscendoci comunità abitata, animata e corredata dallo Spirito e dai suoi doni, di cui i prossimi nuovi sacerdoti sono il più evidente ma non l’unico segno. Ciascuno rinnovi,nell’ubbidie nza della fede, la sua docilità.

don Paolo

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20 agosto 2017 – Undicesima Domenica dopo Pentecoste (anno A)

Il desiderio che alimenta l’intero percorso spirituale di un credente è di incontrare Dio, di conoscerlo e anche di vederlo: la fede infatti, alla fine, diventerà visione e comunione totale e perfetta. Incontriamo lungo questo itinerario il profeta Elia, i discepoli di Gesù e l’apostolo Paolo, tenaci ma anche soggetti alla fragilità umana.

Le esperienze spirituali cui siamo chiamati, alla luce di questi e altri esempi biblici, ci aiutano a passare dalla distanza alla confidenza che anche Dio cerca. Il dono personale dello Spirito santo, “sottile voce di silenzio”, apre la strada e ci rende consapevoli che, solo se unita a Dio, l’esistenza procede verso la pienezza.

don Paolo

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13 agosto 2017 – Decima Domenica dopo Pentecoste (anno A)

“E’ proprio vero che Dio abita sulla terra?” si chiede il re Salomone, inaugurando il maestoso Tempio di Gerusalemme. Dio però non può restare prigioniero e isolato tra le belle pietre che gli uomini di ogni tempo gli hanno dedicato: infatti egli non desidera monumenti ma l’ospitalità del cuore per dimorarvi.

Comprendiamo così come Gesù prenda le distanze da una religiosità regolata da apparenze e da abitudini ma incapace di dare forma alla vita. L’elogio di chi presenta il dono di sé – come la vedova povera che con due piccole monete affida a Dio la sua esistenza – è un invito senza tempo alla verità e all’essenziale.

don Paolo

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6 agosto 2017 – Festa della Trasfigurazione del Signore

“Signore, è bello per noi essere qui!”: così l’apostolo Pietro manifesta il suo stupore estatico di fronte alla straordinaria esperienza concessa da Gesù ad alcuni discepoli sul monte Tabor, quando “il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce” accanto alle grandi figure di Mosè e di Elia.

La trasfigurazione di Gesù – il passaggio cioè dalla naturale umanità alla rivelazione visibile della divinità, confermata dalla voce del Padre e avvolta dalla nube dello Spirito – resta un evento centrale dell’Incarnazione e dell’intera storia della salvezza, oltre che un luminoso presagio del nostro glorioso destino.

don Paolo

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30 luglio 2017 – Ottava Domenica dopo Pentecoste (anno A)

Continuando a renderci conto come lo Spirito di Dio attraversi e penetri la storia degli uomini con fantasia e libertà, eccoci di fronte ad alcune persone scelte da Lui: un ragazzo, quattro pescatori, un accanito persecutore. Non si trovano criteri selettivi, ma una fiducia che sorprende e rivela un agire mirato e imprevedibile.

A ciascuno di loro Dio si presenta di persona con un progetto per la vita, che da quel momento cambia radicalmente, come un abbandono di sé verso nuovi orizzonti. Siamo così avvertiti che lo Spirito santo vuole sollevare e spingere dolcemente anche ognuno di noi a compiere cose nuove, utili e all’altezza di Dio.

don Paolo

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23 luglio 2017 – Settima Domenica dopo Pentecoste (anno A)

L’ingresso nella terra promessa avviene non attraversando una porta, ma il fiume Giordano. Dio vuole però lasciare un segno perpetuo di questa entrata: dodici pietre erette, quale riferimento per le dodici tribù d’Israele. Gesù, in cammino verso Gerusalemme, indica in una porta stretta il passaggio in Dio della vita.

L’esistenza è chiamata a progredire in un percorso che Dio rivela e per il quale è necessario essere preparati e tempestivi. Persistendo, invece, in un’appartenenza formale e calcolata, senza lotta né sforzo, si profila un’estraneità dolorosa e inattesa ma effettiva: “Mi dispiace, ma non ti conosco e non so da dove vieni”.

don Paolo

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16 luglio 2017 – Sesta Domenica dopo Pentecoste (anno A)

A Mosè, che durante l’esodo verso la terra promessa, chiede di poter vedere la sua gloria, Dio risponde che mostrerà la sua bontà e la sua grazia nella misericordia e nella fedeltà. Il Dio affascinante e misterioso vuole farsi conoscere, ma solo in parte, di spalle, manifestando la sua disponibilità e benevolenza.

Con la venuta del Figlio, Gesù, l’Alleanza si fa nuova e definitiva stabilendosi nell’animo di ogni credente. Quelli che – amando, pregando, dicendo e facendo il bene – si propongono di custodirla saranno beati, mentre chi non se ne cura resterà estraneo al valore di tante circostanze e al gusto di vivere.

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A causa di un inconveniente tecnico non è disponibile la consueta registrazione dell’omelia di don Paolo della S. Messa delle ore 18:00.

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