20 maggio 2018 – Solennità di Pentecoste (anno B)

La presenza dello Spirito santo, che garantisce il legame tra la Chiesa e il suo Signore, accompagna la bella notizia del Vangelo attraverso la storia e richiama alle sue responsabilità l’insieme del popolo di Dio e ogni singolo discepolo. “Io vivo – dice Gesù – e voi vivrete”: lo Spirito amalgama in noi la stessa vita di Dio.

Viviamo come un incoraggiamento e come un invito alla perseveranza la grande solennità di Pentecoste, riconoscendoci comunità abitata, animata e corredata dallo Spirito e dai suoi doni, di cui i prossimi nuovi sacerdoti sono il più evidente ma non l’unico segno. Ciascuno rinnovi,nell’ubbidie nza della fede, la sua docilità.

don Paolo

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13 maggio 2018 – Domenica dopo l’Ascensione, Settima di Pasqua (anno B)

“Voglio che tu sappia come comportarti nella Chiesa del Dio vivente”: la parola di san Paolo a Timoteo ricalca la missione e la fiducia di Gesù nei confronti dei suoi discepoli di ogni tempo. C’è un modo “cristiano” di stare nella Chiesa e nel mondo: quello di dare concretezza al Vangelo, vivendolo sulla propria pelle.

Nella domenica tra l’Ascensione e la Pentecoste, la Parola di Dio esorta ad assumere la responsabilità che ci compete, senza lamentarci per l’assenza visibile del Signore Gesù. Tocca infatti a noi, nessuno escluso, sotto la regia dello Spirito santo, renderlo vicino, amorevole e incisivo in questo mondo confuso e inquieto.

don Paolo

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6 maggio 2018 – Sesta Domenica di Pasqua (anno B)

Il progetto è chiaro: dall’inizio alla fine Dio ci chiama a collaborare, ad occuparci della vita perché nessuno sia trascurato e non ci sia chi si riduce a vivere per se stesso. Gesù ritorna al Padre ma non lascia i suoi amici senza un futuro: lo Spirito veglierà sui passi della Chiesa incammino e sulla vivacità della memoria.

La Parola oggi fa intendere la Pentecoste, a cui mancano ancora due settimane, come il compimento del mistero pasquale. Quello che gli occhi hanno visto e le mani toccato, il Crocifisso che è il Risorto, ora è lo Spirito a renderlo presente in noi, affinché il mondo sia ancora abitato dall’amore che salva.

don Paolo

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29 aprile 2018 – Quinta Domenica di Pasqua (anno B)

L’avvenimento della Pasqua costituisce il centro non soltanto della vita di Gesù ma dell’intera storia umana, nella quale Dio si è coinvolto con amore assoluto e gratuito, dalla creazione all’eternità. Attraverso il dono dell’Alleanza è stata resa sempre più evidente la comunicazione della sapienza e della passione divina.

Chi riconosce la presenza di Dio nel mondo, visibile in Cristo e nell’azione dello Spirito santo, non può cedere al fascino deludente delle apparenze e delle vanità. La preghiera ad alta voce di Gesù nel Cenacolo affida al Padre i desideri umani più veri, affinché siano sempre in sintonia con la sua parola e con la sua gloria.

don Paolo

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22 aprile 2018 – Quarta Domenica di Pasqua (anno B)

“Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla”: Gesù è il grande e bel Pastore che vive e muore per le sue pecore e ritorna poi tra loro per condurle tutte, anche quelle perdute, alle condizioni ideali della vita. Con queste immagini care al mondo biblico e all’annuncio evangelico oggi riviviamo il mistero pasquale.

Nell’annuale giornata dedicata alle vocazioni rivolgiamo la nostra intercessione a tutti i giovani, posti nel prossimo Sinodo al centro dell’attenzione della Chiesa, e specialmente ai fidanzati e ai giovani sposi, alle vocazioni religiose, ai seminaristi e ai nuovi presbiteri ordinati quest’anno a Milano e nella Chiesa universale.

don Paolo

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15 aprile 2018 – Terza Domenica di Pasqua (anno B)

Il percorso di Gesù, imprevedibile ed esigente, è l’unica via della vita senza rimpianti e diventa quindi una proposta. L’umanità assunta senza riserve né privilegi dal Figlio di Dio è affidabile ed esemplare: aprendo il cammino e preparando ovunque “il nostro posto”, desidera infatti averci sempre con sé.

Mantenersi sul sentiero di Cristo non è facile e la stessa vicenda dei discepoli che si sono dispersi è un prezioso avvertimento. La fatica e la sofferenza generate dalla ricerca e dalla semina di ciò che è giusto e buono – aggiunge l’apostolo Paolo – sono una conferma che stiamo camminando sulle orme pasquali.

don Paolo

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1° aprile 2018 – Domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore (anno B)

La risurrezione del Signore Gesù, che proclamiamo in questa Eucaristia, porta in se stessa quella dedizione che lo ha condotto a soffrire ingiustamente e a morire crocifisso. Il duplice passaggio, dalla vita alla morte e dalla morte alla vita, ci indica che solo una vita motivata e donata sarà una vita restituita per sempre.

Mentre ci rincuora la prospettiva che il legame con la vita, voluto da Dio per ognuno dei suoi figli, supera il tempo, non avendo né inizio né fine, i racconti pasquali attestano che l’esistenza terrena raggiunge la pienezza nella consegna fiduciosa al Padre e nell’impegno per amore dei fratelli “fino alla fine”.

don Paolo

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25 marzo 2018 – Domenica delle Palme (anno B)

Leggeremo, iniziando la “settimana santa”, il vangelo del sorprendente dono fatto a Gesù, durante la cena con Lazzaro ritornato in vita, da sua sorella Maria: la profumata essenza di nardo sui piedi del Signore, sigillo di un legame nella morte e nella vita, così pervasiva che “tutta la casa si riempì di quell’aroma”.

Il vero profumo, che avvolge questi giorni pasquali, sprigiona dal cuore di Cristo, spezzato sulla croce, che diffonde fino alla fine la tenerezza amorosa del Padre e la lascia scorrere sempre e dappertutto, affinché ciascuno, nella singolarità della sua vita e al di là di ogni virtù o di ogni colpa, ne sia raggiunto e coinvolto.

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18 marzo 2018 – Quinta Domenica di Quaresima (anno B)

L’ultimo dei sette segni o miracoli compiuti da Gesù e narrati dal vangelo di Giovanni è la rianimazione di Lazzaro, che l’affetto e la potenza di Dio strappa dalla morte che appare invincibile. Lo svolgersi dell’evento manifesta con chiarezza la volontà del Signore di andare oltre ogni attesa e richiesta.

Anche Gesù esprime nel pianto la sua sofferenza, rivolge al Padre la sua fiducia e grida insieme al nome dell’amico la sconfitta della morte. L’episodio di Betania è anticipazione della Pasqua di Cristo: in essa è contenuta la vita illimitata e nuova che sboccia oltre la morte e la rasserenante certezza che nessuno sarà escluso.

don Paolo

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