19 aprile 2015 – Terza domenica di Pasqua (anno B)

La fedeltà di Gesù al Padre fino alla morte e quella del Padre nella risurrezione di Gesù costituisce il centro della Pasqua cristiana e l’importanza di questa virtù viene ribadita oggi dal messaggio che ci perviene dalla Parola. Ogni discepolo è chiamato a passare dalla fiducia alla fedeltà, dal consenso alla proposta alla sua concreta realizzazione.

Non è pensabile evitare la sofferenza nel cammino della vita e della fede: ogni impegno vero comporta fatica e sacrificio, che possiamo affrontare sull’esempio del Signore Gesù. Al suo desiderio di essere sempre con noi, nella vita e oltre la vita, corrisponda la nostra permanenza, sostenuta dallo Spirito, nell’ubbidienza e nell’affetto del Padre.

don Paolo

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5 aprile 2015 – Pasqua di Risurrezione

VioleSantApollinareSi potranno strappare anche tutti i fiori, ma non si potrà impedire alla primavera di ritornare

Dopo aver condiviso la passione fino alla morte di Gesù, Figlio di Dio e figlio dell’uomo, con gioia molto grande oggi proclamiamo la sua risurrezione, speranza di vita per tutti. Il Signore si ripresenta vivente, confermando così il valore della fiducia nella volontà del Padre e del bene ultimo dell’uomo, che risiede nel progetto cui è chiamato da Dio.

“Il Signore è veramente risorto!” ed Egli è vivente per sempre, è qui, è con noi ogni giorno: nuovamente ci offre la Parola per il cammino e il Pane per compiere l’opera cui siamo inviati “in memoria di Lui”. Viviamo questa santa liturgia di Pasqua chiedendogli di restare con noi ma soprattutto di saper restare noi con Lui.

don Paolo

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29 marzo 2015 – Domenica delle Palme

L’ingresso di Gesù in Gerusalemme e la cena di Betania, per rendere grazie della vita ridonata a Lazzaro, ci introducono nei giorni salienti della missione di Cristo, quando giunge a pienezza la sua condivisione dell’esperienza umana. “Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine”, dice il Vangelo, e questo culmine rivela pienamente la vita di Gesù.

Il ramo di ulivo, che distingue questa celebrazione, oltre che un simbolo di pace, è un segno della nostra partecipazione alla passione di Gesù, nella notte del Getsemani, tra la Cena e la morte, con il proposito di condividere i suoi sentimenti, specialmente la fiducia assoluta nell’opera di Dio Padre e un amore offerto con gioia per sostenere e rinnovare.

don Paolo

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22 marzo 2015 – Quinta Domenica di Quaresima, detta “di Lazzaro”

La morte e la rianimazione di Lazzaro, figlio di Dio e amico di Gesù, ci avvicinano decisamente alla Pasqua del Signore. Il segno compiuto da Colui che si definisce “risurrezione e vita” è straordinariamente superiore alla richiesta delle sorelle e quel ritardo incomprensibile si tramuta in un anticipo eccezionale di bellezza e di eternità.

Lasciamo risuonare dentro di noi il forte richiamo di Gesù: “Vieni fuori!”. Dio ci chiama ad uscire allo scoperto da ogni forma di morte che ci può colpire pur continuando a vivere, come la rinuncia a tanto bene possibile o una fede sterile e senza responsabilità. Se la nostra volontà si adegua a Dio, il suo amore genera novità belle e senza fine.

don Paolo

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15 marzo 2015 – Quarta Domenica di Quaresima, detta “del cieco”

E’ stato detto molte volte che la vita è come una giornata che scorre tra il chiarore del mattino e il buio della notte: in essa ci sono ore di luce e altre di tenebre, come ci sono giorni lieti e momenti tristi. Il Signore ci accompagna ininterrottamente e ci aiuta a vedere l’invisibile e a rallegrarci nella speranza e nell’attesa delle sue promesse.

La vicenda dell’uomo nato cieco e poi reso vedente e credente da Gesù raffigura il passaggio decisivo da ciò che si vede “a occhio nudo” a quello che si intuisce oltre le apparenze, fino al culmine della rivelazione – “Tu credi nel Figlio dell’uomo? E’ qui, davanti a te: è colui che ti parla!” – e dell’illuminazione: “Credo, Signore!”.

don Paolo

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8 marzo 2015 – Terza Domenica di Quaresima, detta “di Abramo”

Può essere facile dichiararsi credenti, ma la fede rifugge ogni definizione: essa è un dialogo aperto, un cammino sempre nuovo, un’avventura non prevedibile. Sulla scia del racconto biblico di Abramo, Gesù delinea tre elementi essenziali di una fede autentica: l’ascolto, l’adesione alla verità che viene da Dio e la libertà di servire il suo progetto.

Chiediamo la forza di continuare la ricerca dell’opera che Dio vuole compiere, per il bene di tanti, attraverso la vita di ognuno di noi, discendenti di Abramo e discepoli di Gesù. Questa scelta impegnerà le migliori energie, richiederà umiltà e sacrificio, comporterà fatiche e incomprensioni, ma non ci darà mai motivo di rinunciarvi o di pentirci.

don Paolo

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1° marzo 2015 – Seconda Domenica di Quaresima, detta “della Samaritana”

Troviamo nell’incontro tra Gesù e la Samaritana un esempio del rinnovamento che Dio vuole operare in noi, specialmente in questo tempo di avvicinamento alla Pasqua. E’ Gesù che attende, prende l’iniziativa e rivoluziona felicemente la vita di una donna che non cercava più nulla, dal momento che la vita le aveva procurato grande amarezza.

Anche Dio ha sete – come Gesù grida sulla croce, nell’ora della morte – e la sua sete consiste nell’irrigare di amore la vita dei suoi amici, senza escludere nessuno. Con la Parola e con il Pane condivisi ora presso il pozzo infinito della grazia, alimentiamo la sintonia e la reciprocità con Lui e tra noi, assetati ma anche saziati di Vita.

don Paolo

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22 febbraio 2015 – Prima Domenica di Quaresima, detta “delle tentazioni”

Ci avviamo insieme verso la Pasqua di Cristo: il punto di partenza, indicato dal Vangelo di oggi, è la liberazione da noi stessi e da ciò cui tendiamo per istinto, senza lasciarci guidare dalla Parola che ci insegna la via della vita e ci rende graditi a Dio. Anche a noi, messi alla prova come Gesù, è chiesto di maturare convinzioni e di prendere decisioni.

Rinnoviamo perciò, fin dal primo giorno della Quaresima, l’impegno di fare spazio alla Parola di Dio, lampada ai nostri passi, e di rimanervi fedeli con tutte le nostre risorse, rinunciando alla pretesa di conoscere meglio di Dio il valore della vita. La cenere sul capo manifesterà la determinante rinuncia alla superbia, sorgente di ogni peccato.

don Paolo

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15 febbraio 2015 – Ultima Domenica dopo l’Epifania (B)

Offrendoci stimoli affinché l’ormai vicina Quaresima sia spiritualmente fruttuosa, le pagine bibliche oggi ci aiutano a renderci conto della nostra chiamata e della resistenza che dobbiamo affrontare nel ritorno a Dio: siamo amati e mai abbandonati, come scrive il profeta Isaia, ma siamo anche facilmente presuntuosi, come fa capire Gesù.

Questa liturgia, che pone al centro quell’amore che supera ogni distanza, esprime con molta chiarezza l’attesa di Dio: Egli desidera rinnovare la nostra vita, offrendo la sua infinita disponibilità e favorendo la reciprocità e la sintonia. Manifestiamo anche noi, volentieri, il proposito di rimanere nella sua volontà e nel suo abbraccio di Padre.

don Paolo

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8 febbraio 2015 – Penultima Domenica dopo l’Epifania (B)

Il giusto non è così vicino a Dio come crede di essere e chi vive l’esperienza del peccato non è senza possibilità di ritorno, al punto tale che le distanze davanti a Dio facilmente si invertono. Ciò che conta è l’amore, non i meriti o le colpe: lo attestano diverse pagine evangeliche tra cui anche quella proposta oggi, in casa di Simone, uno dei Farisei.

Ancora una volta ci accorgiamo di quanto cambiamento esiga la logica del Signore Gesù: mentre noi tendiamo a giudicare e a distinguerci, Lui desidera dare valore e ricominciare. Imploriamo pertanto la grazia di cercare la conoscenza di Dio prima di ogni altro atto religioso: Egli infatti vuole l’amore e non un’ubbidienza forzata e vuota.

don Paolo

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