23 aprile 2017 – Seconda Domenica di Pasqua, detta “della Divina Misericordia” (anno A)

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Domenica di Pasqua

Non mi trattenere… ma va’ dai miei fratelli e di’ loro…”: così Gesù risorto replica alla tristezza del pianto e all’abbraccio affettuoso di Maria Maddalena. Anche noi ci sentiamo coinvolti, come lei, nell’impegno che la vittoria della vita sul potere della morte illumini ogni vicenda e persuada quanti avviciniamo.

Pasqua è la festa della liberazione non solo dalla morte ma anche da una fede privata, cioè nascosta in noi e orientata ad ottenere benefici. Il credere la Pasqua invece è dinamico, nuovo e creativo, affidato ad ogni discepolo che viene inviato affinché ovunque risuoni incessante il gioioso annuncio: “Ho visto il Signore!”.

don Paolo

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9 aprile 2017 – Domenica delle Palme (anno A)

Si aprono le porte: quelle di Gerusalemme e Gesù entra per completare con il dono della vita la missione che il Padre gli ha affidato. Si apre anche la porta della casa di Betania e si avverte il profumo intenso del nardo, dell’amicizia e della fedeltà, della gratuità dell’ultima ora e di ciò che ha maggiore valore.

La Parola ci esorta, continuando il cammino della fede, a non rallentare il passo cioè a non perderci d’animo di fronte all’esempio di Cristo e alle esigenze del Vangelo. Come ha fatto il Signore, ogni giorno e fino alla fine, anche per noi il procedere sia in crescita e il tramonto schiuda l’alba di un giorno diverso.

don Paolo

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2 aprile 2017 – Quinta Domenica di Quaresima, detta “di Lazzaro” (anno A)

Il dono grazie al quale esistiamo, la vita, sembra schiacciata definitivamente dalla morte, oltre che da altre forme del male che la possono impoverire e ridurre. A Dio chiediamo di evitare quanto va contro il desiderio di bene che accompagna il tempo che siamo chiamati ad attraversare, ma la riuscita appare impossibile.

L’amicizia tra Gesù e Lazzaro non garantisce privilegi a proposito della malattia, della morte e del dolore. Gesù scoppia in pianto con le sorelle dell’amico, davanti alla sua tomba, chiamandolo poi a vivere ancora e presentandosi come il Signore che, impegnando la sua vita e la sua morte, riscatta in ciascuno fragilità e colpe.

don Paolo

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26 marzo 2017 – Quarta Domenica di Quaresima, detta “del Cieco” (anno A)

Un volto si illumina: è quello di Mosè che, dopo avere incontrato a lungo Dio, ritorna tra la sua gente con il viso radioso. Un altro uomo è inondato di luce, dopo anni di buio assoluto: non ha mai visto, ma Gesù si è accorto di lui e gli ha spalancato la finestra dei colori, il mosaico dei volti e il quadro della vita.

Quell’uomo non è l’unico né il più grave dei non vedenti: il Vangelo ci rivela che molti intorno a lui negano l’evidenza e scambiano la luce con le tenebre. Posti dinanzi alle sue inesauribili meraviglie, a noi il Signore conceda uno sguardo attento, lo stupore della novità e la riconoscenza per ciò che è bello e buono.

don Paolo

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19 marzo 2017 – Terza Domenica di Quaresima, detta “di Abramo” (anno A)

Il credente è una persona aperta, in cammino, che non ha né sicurezze né preclusioni ma si appoggia di giorno in giorno, passo dopo passo, alla parola di Dio, come fecero Abramo e Mosè, di cui oggi leggiamo. Le scelte che Dio fa conoscere sono decisive e ben superiori ai nostri progetti e alle nostre attese.

A partire dalla figura di Abramo e da quella di Giuseppe, l’uomo giusto sposo di Maria, in questa tradizionale data a lui dedicata, siamo posti di fronte alla nostra fede. Viene spontaneo chiederci: siamo credenti davvero e sempre, come loro? Oppure siamo tra quelli che pensano alla fede come fonte di vantaggi o di difesa?

don Paolo

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12 marzo 2017 – Seconda Domenica di Quaresima, detta “della Samaritana” (anno A)

Sempre bello anche per noi il Vangelo della Samaritana, risurrezione dentro la vita che scorre, grazie all’acqua corrente di un pozzo senza fine, l’amore personale del Signore. Questa vicenda, raccontata nel passaggio dalla delusione allo stupore, riflette anche le nostre, spesso abitate da un senso di vuoto.

L’acqua vivace di cui parla Gesù ci riporta oggi alla grazia inesauribile del Battesimo. Come la Samaritana, lasciamo la piccola brocca e immergiamoci nell’oceano dell’amore divino! Se sapremo affidarci, faremo l’esperienza – assicura san Paolo – della straordinaria benevolenza di Dio verso ciascuno di noi.

don Paolo

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5 marzo 2017 – Prima Domenica di Quaresima (anno A)

Il desiderio di novità vive in ciascuno di noi e vorrebbe essere esaudito: le cose ripetitive possono forse apparire comode ma “addormentano” la vita. La Quaresima, proiettata verso il sorprendente trionfo pasquale, è il tempo in cui la Chiesa, seguendo il Signore, ci spinge al nuovo, al vero e al meglio di noi stessi.

Soltanto Dio è infinita novità: la sua parola, come un tesoro nascosto nel nostro pezzetto di terra, riesce infatti a stupirci, ad arricchirci e a rinnovare le ragioni e le direzioni del cammino. Se in questi preziosi quaranta giorni dedicheremo tempo e lasceremo spazio a Dio, la nostra esistenza sarà pervasa dalla gioia.

don Paolo

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26 febbraio 2017 – Ultima Domenica dopo l’Epifania (anno A)

La certezza che, grazie alla paternità di Dio, ad ogni persona e ad ogni atto d’amore sarà dato il suo vero valore è la bella notizia che oggi la Parola di Dio ci trasmette. Siamo invitati così a superare ogni tipo di delusione o di tristezza che possiamo provare a causa dei nostri limiti o delle vicende della vita.

Pur riconoscendoci figli di Dio, infatti, possiamo restare estranei alla sua volontà benevola e incoraggiante. Entrare in chiesa è sempre come tornare a casa, dopo esserci allontanati: l’abbraccio che con gratuità qui riceviamo, portiamolo a tutti affinché l’unico Padre sia il centro prezioso e benedetto dei nostri rapporti.

don Paolo

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19 febbraio 2017 – Penultima Domenica dopo l’Epifania (anno A)

Benevolenza e solidarietà sono le indimenticabili parole che la liturgia ambrosiana ci propone oggi, cominciando l’avvicinamento alla Quaresima. La benevolenza dell’amore che guida alla verità della vita appartiene a Dio: il Padre, mediante lo Spirito santo, la infonde in ciascuno di noi affinché la gioia sia condivisa.

Il riconoscerci abitati tutti dal limite, come Gesù indica, ci conduce a constatare come la solidarietà – e non l’accusa – sia l’atteggiamento capace di creare rapporti veri in ogni contesto sociale e anche lavorativo. Dal Signore pertanto invochiamo la grazia di discernere le ragioni dell’unità e la volontà di favorirle.

don Paolo

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