Habemus Consiliatores

Ecco i Consiglieri eletti nelle votazioni per il rinnovo del Consiglio Pastorale Parrocchiale:

Elezioni Consiglio Pastorale Parrocchiale - Aprile 2015

PosizioneNominativoVoti ottenuti
1Monica TOMASSETTI288
2Massimo TANTARDINI214
3Fabio GAZZOLA203
4Moreno BERTOLOTTI169
5Eugenio CERATI148
6Ornella AIRAGHI128
7Anna ALDI127
8Francesco GORLA118
9Luciana MACCIONI100
10Roberta MACCIONI97
11Ivonne ALBERTIN77
12Giovanna RIZZO73

Preghiamo perché questi nostri fratelli, che si sono resi disponibili a dare il proprio contributo per la comunità parrocchiale, possano agire nel loro mandato con amore, fraternità, lungimiranza ed equanimità di giudizio.

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26 ottobre 2014 – 1a Domenica dopo la Dedicazione della Cattedrale

Dopo la festa della Cattedrale, celebriamo oggi nella Chiesa Ambrosiana la giornata missionaria mondiale. Passiamo così dal centro ai confini: di sua natura, infatti, ogni comunità cristiana, nutrita dalla Parola e dal Pane che dà vita, è aperta a tutti, sa andare incontro, accompagnare, farsi carico e diffondere il profumo del Vangelo.

Gesù vuole che ogni discepolo diventi apostolo, che si proponga cioè di vivere e di agire nel suo nome. Confidando nella grazia dello Spirito santo, che non ci abbandona mai, e facendo tesoro dello stile di vita di Gesù, in comunione con tutta la Chiesa, rinnoviamo il nostro proposito di coltivare in noi stessi e nei fratelli la risposta della fede.

don Paolo   

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19 ottobre 2014 – Festa della Dedicazione della Cattedrale

Alla lucMadonninae e sotto il mantello materno della Madonnina del Duomo vive anche la comunità civile e cristiana di Baggio, dalle antiche tradizioni e dall’incessante vivacità. E’ bello perciò celebrare insieme la festa del Duomo, l’appartenenza alla Chiesa, e la sagra di Baggio, che ci stimola a rinnovare le molte ragioni di comunione tra noi.

 

 

Un ulteriore motiPaolo VIvo di gratitudine e di fierezza è dato oggi dalla beatificazione di papa Paolo VI, indimenticabile Pastore tra i milanesi e poi per la tutta la Chiesa. Egli ci esorta ancora, mezzo secolo dopo la morte, a vivere intensamente l’appartenenza cristiana ed ecclesiale per gustare e donare, nella normalità della vita, “la gioia del Vangelo”.

don Paolo

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Ricolmi di gioia, anche se…

Ho cercato un augurio, caBaggioDaCampanilerissimi amici, per avviare insieme il nuovo anno e il pensiero si è diretto, guidato da un’intuizione, verso le parole della prima lettera di san Pietro apostolo, dove è scritto:

Siate ricolmi di gioia, anche se ora, per un po’ di tempo, dovete sopportare difficoltà di ogni genere. Anche l’oro, benché sia una cosa che non dura in eterno, deve passare attraverso il fuoco, perché si veda se è genuino. Lo stesso avviene per la vostra fede, che è ben più preziosa dell’oro: è messa alla prova dalle difficoltà, perché si veda se è genuina… Voi non avete visto Gesù Cristo eppure lo amate; ancora non lo vedete, eppure credete in Lui. Anzi, state raggiungendo il traguardo della vostra fede, cioè la vostra salvezza: per questo siete pieni di una gioia grandissima, che non si può esprimere a parole. (1Pt 1,6-9)

L’augurio è quello di mantenere viva o di ritrovare la gioia, nonostante la tristezza che serpeggia, per le situazioni vicine – mancanza di lavoro per tanti, crisi economica, problematiche importanti aperte con prospettive contrastanti – e per quelle più globali – la sofferenza di tanti popoli, l’immigrazione incessante, gli estremismi inconcepibili – che hanno fatto pensare, in un certo senso, alla “terza guerra mondiale a pezzi”. La difficoltà dei tempi che attraversiamo può raffinare la fede, metterne in risalto il valore e la necessità, “la genuinità” come dice l’apostolo che scrive. Sentiamo che è importante coltivare la fede, radice di una speranza vera, non solo per noi stessi ma anche a servizio di altri, di tanti, di persone conosciute e care e di quelli che incrociamo ogni giorno. Immagino che agli angoli delle nostre vie, quando ci si incontra, si srotoli una serie di lamentele sulle difficoltà che la vita comporta: ci si racconta a vicenda, ci si consola reciprocamente e si continua il cammino con il pensiero che “ciascuno ha la sua croce da portare”. Sarebbe bello e giusto che i cristiani sapessero raccontare qualche ragione di fiducia e di speranza, sollevando gli occhi e lo spirito al Cielo, là dove Dio abita, dove Dio veglia su tutti i suoi figli, rinnovando nel cuore di ognuno il desiderio di un bene più grande.

Poiché la fatica è grande, noi siamo chiamati ad essere presenti, a non nasconderci, a non evitare le difficoltà: continuiamo a ricevere dall’Altissimo molto di più di ciò che è strettamente necessario a noi e ci è donato tanto perché sia distribuito, diffuso capillarmente, offerto con gratuità.

L’augurio che possiamo scambiarci, all’inizio di un nuovo anno ecclesiale, è quello di essere – come ci suggerisce la nota dell’Arcivescovo e ancora di più la bellissima Esortazione di papa Francesco sulla “gioia del Vangelo” – UNA COMUNITA’ CHE, EDUCANDOSI, EDUCA, ossia cominciando da se stessa. Ecco perché un risalto particolare vorremmo dare quest’anno alla “catechesi degli adulti”, attraverso diversi percorsi, comunitari e particolari. Spesso infatti ci proponiamo cose belle, valori essenziali senza averli acquisiti in modo adeguato. Abbiamo tanto bisogno di ascoltare, di lasciarci ammorbidire il cuore: il primato, quasi l’esclusività del “dare”, ha soffocato anche nelle nostre parrocchie la ricerca e la disponibilità a “ricevere”. Non nutrendoci della Parola e della riflessione cristiana (ridotta per tantissimi alla Messa e all’omelia domenicale) non troviamo più risorse per incentivare i percorsi dello Spirito in noi e nel nostro prossimo.

Se viene spontaneo chiedersi: dove sta andando il mondo e il nostro tempo?, potremmo aggiungere la domanda: come la fede mi invita a reagire alle difficoltà presenti? Quale bene Dio vorrà ricavare da ciò che mi turba e mi rattrista? Come ogni giorno siamo invitati a pregare, intercedendo per tutti e specialmente per chi è in maggiore difficoltà, la coscienza illuminata dal Vangelo ci chiama ad interessarci delle notizie che provengono dagli scenari più tribolati. La cronaca e la Bibbia possono procedere insieme e reciprocamente illuminarsi, perché Dio ama e si è introdotto definitivamente nelle vicende umane, così difficili talora da giustificare e da sopportare.

Scrutando ancora il testo di san Pietro possono essere rilevanti quelle parole che giungono al cuore della nostra fede, a proposito di Gesù: “voi non avete visto Gesù, non lo vedete neppure oggi… ma voi lo amate e credete in Lui”. Questo legame, che si rafforza nella lettura quotidiana del Vangelo e nel fare diventare nostre le convinzioni e le scelte del Signore, è la sorgente di serenità e di gioia: andiamo avanti “illuminati” e “luminosi” grazie all’esempio e allo stile del Maestro. Amare e credere sono risposte intrinsecamente collegate: non ci si affida a chi non si ama; se non ami, è molto difficile fidarsi.

Auguro a tutti voi di “reagire da cristiani” alle tribolazioni e alle angosce dei giorni che stiamo attraversando: “con la perseveranza – dice Gesù – salverete le vostre anime” (Lc 21,19), senza soccombere allo scoraggiamento, al pessimismo, alla paura, alla fuga e alla paralisi della vita…

Ritorniamo talora sulle parole di san Pietro qui riportate e su quelle che insieme ascoltiamo ogni domenica, perché esse allargano il cuore e gli orizzonti e ci rendono certi che oltre le nubi il sole c’è ancora, pronto a risplendere… se gli uomini non fanno ombra!

Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco da te acceso un tempo
e da quella lezione di felicità che è il Vangelo,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa’ che come “fiammelle nelle stoppie”,
corriamo per le vie della città e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine e seminatori di gioia.

(Madeleine Delbrel, Che gioia credere!)

don Paolo

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