31 dicembre 2017 – Domenica nell’Ottava del Natale (anno B)

Ogni spazio di tempo, come un anno che finisce, porta in sé luci ed ombre, riflessi evidenti di ciò che attraversa lo spirito umano. Sulla lotta infinita tra splendore e tenebre ci istruisce la pagina iniziale del Vangelo di Giovanni, offrendoci la garanzia che nulla è lasciato al caso e tutti siamo avvolti nella vita divina.

L’immersione di Gesù nella storia, infatti, dà valore ad ogni circostanza e volge al bene anche ciò che resta per noi misterioso o assurdo. Oggi rendiamo grazie per l’amore provvidente di Dio, Padre, Figlio e Spirito, e anziché alle nostre logiche incerte, rinnoviamo la scelta di affidarci alla sua sapienza che non delude.

don Paolo

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25 dicembre 2017 – Solennità del Natale del Signore (anno B)

I particolari che i Vangeli del Natale raccontano sono essenziali e si presentano come altrettanti semi che porteranno frutto lungo la vita del Signore Gesù. Il suo inserimento nella storia umana non è casuale ma esemplare: non è pensabile accogliere un Dio fatto uomo senza un’identità precisa e una storia particolare.

E’ nato tra gente comune, ha dato dignità a quelli che non contavano, ha parlato degli ultimi proclamandoli primi nell’amore del Padre, ha insistito sugli elementi che rendono la vita degna di Dio: l’ubbidienza al suo progetto e la fraternità senza condizioni. Solo continuando a cercarlo e a portarlo, possiamo accoglierlo.

don Paolo

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24 dicembre 2017 – Domenica Prenatalizia (anno B)

Anche la vigilia di Natale ha quest’anno un carattere marcatamente festivo, utile per ricordare che la vita intera è la grande vigilia del Natale unico, ultimo e vero, quando – dopo che Lui è venuto incontro a noi – ognuno raggiungerà Lui per gustare infinitamente la vita divina, che ci è stata già regalata con l’Incarnazione.

Isaia descrive l’amore di Dio con i toni più appassionati: “il Signore troverà in te la sua delizia… come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te”. Senza la persona amata, anche l’Amore soffre: scopriamo così con stupore l’assoluta disponibilità di Dio, che attende una totalità altrettanto gratuita.

don Paolo

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17 dicembre 2017 – Sesta Domenica di Avvento (anno B)

“Passate, passate per le porte, spianate la strada”: la parola profetica dettata ad Isaia si compie attraverso la Madre del Signore. Gesù viene nel mondo attraverso quella meravigliosa porta aperta che è la giovane donna di Nazareth. Entrambi, Dio e Maria, dicono: “eccomi!”, generando Dio nell’uomo.

La nostra parte in questo magnifico Mistero è essenzialmente contemplativa, per restare nello stupore di fronte alla benevolenza di Dio e all’audacia fiduciosa di Maria. La meraviglia susciti in noi il desiderio di spalancare la vita alle sorprese di Dio: sono stupende, infatti, le sue opere e il suo amore ci precede e ci avvolge.

don Paolo

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10 dicembre 2017 – Quinta Domenica di Avvento (anno B)

Le diverse epoche bibliche sono accomunate da un ideale costante: che la novità della parola di Dio, promessa inesauribile di vita e di alleanza, possa arrivare ovunque affinché tutti siano in condizione di conoscere e assecondare il Signore. Questa la grande missione dei Profeti, del Battista, degli Apostoli e della Chiesa.

La Parola – scrive Isaia – è un germoglio, una novità, una sorpresa che rischia di essere trascurata prima di essere apprezzata. È dunque necessario creare nei destinatari le condizioni per valorizzarla: il riconoscimento del proprio limite, il desiderio del rinnovamento, la disponibilità a volgerci di nuovo verso Dio.

don Paolo

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8 dicembre 2017 – Immacolata Concezione di Maria

Un’attesa può essere lieta o ansiosa, ma aprirsi a Dio – conoscendo il suo amore – è motivo di serenità e di speranza. Maria, limpidissima dall’inizio alla fine della sua vita, ci ispira a volgerci totalmente a Dio per ascoltare le stesse parole rivolte a lei: “Gioisci, tu che hai trovato grazia presso Dio: il Signore è con te!”.

Sant’Ambrogio, festeggiato alla vigilia di questa solennità, ci ricorda che “se una sola è la Madre del Signore nella carne, ciascuno può generarlo nello Spirito”. Offrendo una sincera disponibilità all’inesauribile venuta di Dio, l’esempio della Madre purissima ci ottenga di essere sempre per Gesù una degna dimora.

don Paolo

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3 dicembre 2017 – Quarta Domenica di Avvento (anno B)

Potremmo chiamarla “la domenica dell’Agnello e dell’asinello”, perché in queste due raffigurazioni vediamo il Signore Gesù e il discepolo di ogni tempo. La figura dell’Agnello è richiamata oggi dal Profeta: questo dono inviato a Gerusalemme, garantirà rifugio e protezione per tutti, anche per i Moabiti, nemici d’Israele.

Come un Agnello mansueto Gesù entra nel mondo e in Gerusalemme per offrire il suo amore incondizionato e universale. Egli si serve di un asinello per rievocare con umiltà le antiche promesse messianiche. Ancora oggi noi siamo chiamati a preparare e a realizzare la sua venuta, facendo in ogni cosa riferimento a Lui.

don Paolo

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26 novembre 2017 – Terza Domenica di Avvento (anno B)

Guardare la terra attraverso il cielo: ecco il suggerimento, strano ma molto prezioso, che Dio ci offre utilizzando come portavoce il profeta Isaia. Se noi fossimo più capaci di alzare lo sguardo saremmo anche favoriti nel valutare lo scenario storico, carico di fatiche e di speranze, del tempo in cui viviamo.

Questo sguardo è possibile considerando che Dio è entrato a fare parte della vicenda umana e il mondo porta in sé la memoria e il desiderio della presenza di Cristo, della sua luce e della sua fedeltà che ci danno serenità e sicurezza. Anche oggi, come in ogni festa, siamo riuniti per ascoltarlo, scrutarlo e attenderlo.

don Paolo

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19 novembre 2017 – Seconda Domenica di Avvento (anno B)

“Una voce grida: Preparate la via del Signore!”. Forse grida nel deserto o forse nella confusione abituale di tante voci che si aggrovigliano e si sommergono. Questa voce però resta a galla e ci convoca alla sua presenza: se vuoi il Signore nella tua vita, devi fargli spazio, dargli tempo, ascoltarlo a lungo, far tacere altro!

Dio viene con passi felpati e bussa ma attende la nostra apertura, che sia chiara cioè la voglia non solo di incontrarlo ma farlo vivere in noi. Come quando nasce un figlio, la vita di una famiglia cambia, così l’accoglienza di Dio comporta una conversione, ossia un adeguamento, un riordino della vita, un’evoluzione.

don Paolo

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