Cento di questi quarant’anni!

Don Vittorio Ventura

Don Vittorio Ventura

Domenica 22 maggio 2011, nella Festa della Comunità, celebriamo il quarantesimo anniversario dell’ordinazione presbiterale di don Vittorio: 1971- 2011.

Un dono lungo quarant’anni!

Formidabili questi anni!

Il rendimento di grazie al Signore è incontenibile!

Sono stato condotto per mano nell’avventura dell’annuncio del Vangelo e, a questo punto, mi pare davvero di aver ricevuto tanto, tanto, tanto… lo ero un “raccoglitore di sicomori… il Signore mi ha preso…! “(Am 7,14) Sento profondo affetto, a questo riguardo, per tutti i miei familiari che mi hanno permesso, a 27 anni, di rispondere alla chiamata del Signore e mi hanno accompagnato sempre con trepidazione, rispetto e affetto. Continuerò a vivere intensamente il cammino di Chiesa in questo tempo complesso e disorientato, ma sempre abitato dal Signore: Lui che continua a donarmi serenità e consolazione per spendermi con passione e compassione nel ministero, per servire il popolo di Baggio e la Diocesi.

15+15+10=40

In questo rendimento di grazie voglio esprimere grande riconoscenza ai fratelli e alle sorelle delle comunità di San Giovanni Bono al quartiere Sant’Ambrogio (gli inizi del mio ministero: i miei primi 15 anni…) e di San Barnaba al Gratosoglio (altri 15 anni…) : con voi ho imparato ad essere prete, parroco, cristiano, credente… così come da 10 anni cerco di vivere qui a Sant’Apollinare…

Ho voluto far coincidere questo mio anniversario con la Festa della Comunità perché ne risultasse evidente lo stretto legame per l’annuncio del Vangelo e la testimonianza che ci é richiesta.

Ritroviamo lo stupore per poter percepire il disegno di Dio anche nelle trame della nostra storia attuale, di questo nostro tempo.

Dio ci ama… L’amore di Dio possa ardere e bruciare nei nostri cuori per poter illuminare e scaldare quanti incontreremo sul nostro cammino…

Il programma che abbiamo tentato di predisporre ha voluto tener presente questa dimensione di eccezionalità: tanti saranno i momenti e gli incontri, ma importante sarà la disponibilità a lasciarci provocare da questa ricorrenza.
E’ in questo senso che proponiamo “Tre serate bibliche in parrocchia”, aiutati a meditare e contemplare dal ` carissimo Angelo Reginato, amico fraterno, biblico ricco di sapiente competenza e affabilità.

Al di la delle parole, dovrà essere questo !’impegno primario per tutti i giovani e gli adulti della parrocchia. Vogliamo dare una risposta al Signore e già fin d’ora ci impegniamo a riservare per Dio queste serate. Gli incontri si svolgeranno nei giorni 16-17-18 maggio, in Chiesa, dalle ore 21 alle 22,30 per poter assaporare un po’ di silenzio e di contemplazione nel frastuono confuso e convulso della città… Un po’ di deserto per ritrovare se stessi, per incontrare Dio, per riscoprirsi fratelli…

Dio ci aspetta a questo appuntamento…

Molto modestamente anch’io, come pastore di questa comunità vi aspetto… Sbilanciandomi un po’, oso dire che la vostra presenza sarà l’unico e prezioso “regalo” che mi aspetto per questa ricorrenza… “Chi, infatti, se non proprio voi, potrebbe essere la nostra speranza, la nostra gioia, e la corona di cui ci possiamo vantare davanti al Signore Gesù Cristo, nel momento della sua venuta? Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia…” (1Ts 2,19-20)

Don Vittorio

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Le celebrazioni del sacramento della Comunione e della Cresima

Sono circa cinquanta i ragazzi della nostra comunità che, divisi in due turni, riceveranno il sacramento della Comunione e della Cresima domenica 8 maggio e domenica 15 maggio 2011.

Le celebrazioni, a differenza degli anni passati, avverranno durante la messa delle ore 10.00, perchè i ragazzi possano vivere questo importante momento insieme all’intera comunità.

I due sacramenti verranno impartiti insieme, secondo la sperimentazione introdotta negli ultimi anni all’interno della nostra Diocesi.

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Ricordando Karol Wojtyla

Giovanni Paolo IIOggi, in San Pietro, la beatificazione di Karol Wojtyla

Vedi la galleria fotografica sulla vita di Karol

Dalla “Redemptor hominis”, enciclica programmatica del suo pontificato:

Gesù Cristo va incontro all’uomo di ogni epoca, anche della nostra epoca, con le stesse parole: «Conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi». Queste parole racchiudono una fondamentale esigenza ed insieme un ammonimento: l’esigenza di un rapporto onesto nei riguardi della verità, come condizione di un’autentica libertà; e l’ammonimento, altresì, perché sia evitata qualsiasi libertà apparente, ogni libertà superficiale e unilaterale, ogni libertà che non penetri tutta la verità sull’uomo e sul mondo. Anche oggi, dopo duemila anni, il Cristo appare a noi come Colui che porta all’uomo la libertà basata sulla verità, come Colui che libera l’uomo da ciò che limita, menoma e quasi spezza alle radici stesse, nell’anima dell’uomo, nel suo cuore, nella sua coscienza, questa libertà. Quale stupenda conferma di ciò hanno dato e non cessano di dare coloro che, grazie a Cristo e in Cristo, hanno raggiunto la vera libertà e l’hanno manifestata perfino in condizioni di costrizione esteriore! (RH 12, 3)

Gesù Cristo è la via principale della Chiesa. Egli stesso è la nostra via «alla casa del Padre», ed è anche la via a ciascun uomo. Su questa via che conduce da Cristo all’uomo, su questa via sulla quale Cristo si unisce ad ogni uomo, la Chiesa non può esser fermata da nessuno. Questa è l’esigenza del bene temporale e del bene eterno dell’uomo. La Chiesa, per riguardo a Cristo ed in ragione di quel mistero che costituisce la vita della Chiesa stessa, non può rimanere insensibile a tutto ciò che serve al vero bene dell’uomo, così come non può rimanere indifferente a ciò che lo minaccia. (RH 13, 2)

La Chiesa non può abbandonare l’uomo, la cui «sorte», cioè la scelta, la chiamata, la nascita e la morte, la salvezza o la perdizione, sono in modo così stretto ed indissolubile unite al Cristo. E si tratta proprio di ogni uomo su questo pianeta, in questa terra che il Creatore ha dato al primo uomo, dicendo all’uomo e alla donna: «Soggiogatela e dominatela». Ogni uomo, in tutta la sua irripetibile realtà dell’essere e dell’agire, dell’intelletto e della volontà, della coscienza e del cuore. L’uomo, nella sua singolare realtà (perché è «persona»), ha una propria storia della sua vita e, soprattutto, una propria storia della sua anima. L’uomo che, conformemente all’interiore apertura del suo spirito ed insieme a tanti e così diversi bisogni del suo corpo, della sua esistenza temporale, scrive questa sua storia personale mediante numerosi legami, contatti, situazioni, strutture sociali, che lo uniscono ad altri uomini, e ciò egli fa sin dal primo momento della sua esistenza sulla terra, dal momento del suo concepimento e della sua nascita. L’uomo, nella piena verità della sua esistenza, del suo essere personale ed insieme del suo essere comunitario e sociale – nell’àmbito della propria famiglia, nell’àmbito di società e di contesti tanto diversi, nell’àmbito della propria nazione, o popolo (e, forse, ancora solo del clan, o tribù), nell’àmbito di tutta l’umanità – quest’uomo è la prima strada che la Chiesa deve percorrere nel compimento della sua missione: egli è la prima e fondamentale via della Chiesa, via tracciata da Cristo stesso, via che immutabilmente passa attraverso il mistero dell’Incarnazione e della Redenzione. (RH 14, 1)

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1 Maggio: Festa dei lavoratori

San Giuseppe LavoratorePregare per il lavoro in una stagione di crisi

di Walter MAGNONI
Responsabile Servizio per la Pastorale sociale e il lavoro

Viviamo in un tempo frenetico dove siamo spesso di corsa anche per andare al lavoro e affrontando il traffico del mattino e della sera, sottoponendoci a ritmi che facilmente generano stress. Ma ci sono anche persone che hanno nostalgia di questa fretta e invece vivono la tristezza per un lavoro che non c’è più. Per qualche giovane si tratta, invece, di un lavoro che non c’è ancora e che genera scoraggiamento.
Da tutto questo sorge un interrogativo: cosa fare in un tempo dove in tanti sono senza lavoro? La domanda è seria e interpella tutte le persone. Una delle priorità diviene quella di riflettere su come “inventare” nuove opportunità lavorative, tenendo conto del fatto che il mondo negli ultimi anni ha subito drastici mutamenti. Alcune professioni sono scomparse e ne sono sorte delle altre. In particolare, tramite l’avvento di Internet, le trasformazioni sono state notevoli.
Appare sempre più evidente che, per uscire dalla crisi, servono nuove idee e la capacità imprenditoriale di sostenerle al fine di ricreare occupazione. È la grande sfida del nostro tempo i cui riflessi ricadono poi su casa, famiglia, tempo libero e tanti altri aspetti non secondari. Come cristiani ci è chiesto anche di fermarci e invocare il nostro Dio con la fede di chi sa che «se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori» (Sal 127,1) …  (continua a leggere sul sito della diocesi)

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Pasqua 2011: piccola rassegna stampa

Articolo di G. Ravasi su Avvenire del 24 Aprile 2011

Articolo di P. Sequeri su Avvenire del 24 Aprile 2011

Lettere a Carlo Maria Martini sul Corriere della sera del 24 Aprile 2011

Omelia di Benedetto XVI per la Veglia Pasquale 2011 su Avvenire del 24 Aprile 2011

Articolo per la Veglia Pasquale 2011 presieduta da Tettamanzi su Avvenire (testo integrale dell’omelia)

Il senso della Pasqua per chi non crede – Articolo di Carlo Maria Martini su Avvenire del 15 Aprile 2011

Testo integrale dell’omelia di Tettamanzi per la Domenica delle Palme del 17 Aprile 2011

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