10 luglio 2016 – Ottava Domenica dopo Pentecoste (anno C)

“Prendere o rendere”? Attraverso la scelta tra questi verbi la Parola di Dio ci spinge oggi a riflettere sul compito sociale che sta con la vocazione cristiana. Noi siamo nel mondo ma non apparteniamo al mondo: esso è il luogo in cui manifestare la nostra fede, la benevolenza che Dio ci affida per tutti e uno stile di servizio che prolunga la gratuità ricevuta.

L’impegno di trasformazione delle realtà terrene secondo la volontà di Dio è parte integrante della dignità battesimale: nulla possiamo sottrarre al bene comune dell’ambito civile in cui ci troviamo – daremo quindi al prossimo ciò è giusto dare – ma quello che siamo e facciamo supera infinitamente ogni dovere: solo a Dio riconsegneremo la vita che ci ha donato.

don Paolo

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3 luglio 2016 – Settima Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Accogliere la nuova alleanza e servire il Signore significa entrare nella logica di un Dio che si consegna “anima e corpo”, oltre ogni attesa. Nella sinagoga di Cafarnao, la grande rivelazione di Gesù, che si presenta come il Pane della vita e come Colui che dà vita con la sua carne e il suo sangue, si conclude con la spaccatura del gruppo dei discepoli.

Poiché il Vangelo non si può ammorbidire e semplificare, il credente è chiamato a fare scelte che esigono coraggio e fedeltà e a seppellire – come ricorda la pagina del libro di Giosuè – tutto ciò che rischia di essere alternativo a Dio. “Chi volete servire?” chiede oggi la sua Parola: a noi la risposta, ma anche la vigilanza su comode illusioni e su propositi superficiali.

don Paolo

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26 giugno 2016 – Sesta Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Il tema dell’Alleanza accompagna costantemente la relazione di Dio con il suo popolo e sottolinea sia la vicinanza e la benevolenza del Signore sia l’esigenza della reciprocità e dell’appartenenza da parte di chi è stato scelto. La memoria di questo patto è ravvivata da sacrifici e riti, nei quali il sangue, simbolo della vita, assume un valore essenziale.

Così ci raccontano il libro dell’Esodo e il vangelo di Giovanni, facendo sgorgare dalla morte di Gesù il dono di una vita nuova e di una grazia infinita per tutti. Anche oggi, come ogni settimana, noi siamo qui per assumere la parola e la vita di Cristo che sono consegnate a noi perché l’amore di Dio diventi il centro dell’esistenza nel cammino verso la pienezza.

don Paolo

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19 giugno 2016 – Quinta Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Gesù non ha illuso nessuno sulla facilità della sua proposta, anzi ha sottolineato esigenze ben precise e non modificabili. Tra le molte immagini note, oggi troviamo quella della “porta stretta”, che non è facile da attraversare se non disponendo su noi stessi adeguamenti impegnativi. Solo con un esercizio virtuoso e continuo potremo infatti essere degni di Dio.

La chiara esortazione che ci raggiunge è pertanto a non vivere da cristiani mediocri, in una religiosità apparente e minimalista. Il modello è Abramo che – come scrive san Paolo – “non dubitò minimamente della promessa di Dio, anzi rimase forte nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che Dio era in grado di mantenere ciò che aveva promesso”.

don Paolo

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12 giugno 2016 – Quarta Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Continuando l’esplorazione delle origini secondo il racconto biblico, sostiamo in questa domenica sull’ingresso della morte nella convivenza umana, creata per un’esistenza felice. E’ il fratello che uccide il fratello e questa serie di ingiustizie e violenze è purtroppo attualissima anche nelle cronache del nostro tempo, perfino nell’ambito di famiglie e di affetti.

Quando l’istinto prevale sulla fiducia e sul dialogo, l’armonia si sgretola e invece di vivere l’uno per l’altro, si finisce l’uno contro l’altro, a partire – come dice Gesù – dai pensieri di disprezzo e dalle parole che feriscono. La traccia della Parola e l’Anno giubilare ci guidino a riconoscere che solo la via della tenerezza e della dedizione conduce alla pienezza di vita.

don Paolo

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5 giugno 2016 – Terza Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Che la relazione con Dio non sia facile, ce ne accorgiamo tutti, a cominciare dalla sua invisibilità ma anche dalla rigidità dei nostri pensieri che spesso applicano a Dio progetti e schemi del tutto estranei a Lui. Il serpente che parla è la figura di quel male che si annida in noi nella forma velenosa del dubbio e del sospetto circa il bene che Dio prova per noi.

La Parola che ci viene donata oggi è un invito a guardare dentro di noi per riconoscere la sincerità della nostra apertura a Dio. Forse anche noi, figli di Adamo, ci sottraiamo a Lui o ci limitiamo a stare ad una doverosa distanza. Giuseppe e Maria, con la loro esperienza di fede, assicurano che nulla è migliore di un’adesione totale alla sua iniziativa.

don Paolo

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29 maggio 2016 – Seconda Domenica dopo Pentecoste (anno C)

Dopo avere osservato gli sconfinati orizzonti dell’Ascensione di Gesù, della Pentecoste e della santissima Trinità e ancora stupiti per il dono dell’Eucaristia, nella festa del Corpus Domini, in cui la grandezza di Dio è offerta a noi perché diventi un’unica vita, riscopriamo in queste domeniche che la provvidenza di Dio genera la storia, ricominciando oggi dalla creazione.

L’invito di Gesù ad osservare i passeri e i piccoli fiori spontanei è in realtà un’esortazione a spostare l’attenzione al di fuori di noi. Quelle preoccupazioni che spesso rendono faticosa la vita sono ben conosciute da Dio, che è Padre premuroso. Rendiamoci conto del bene già a nostra disposizione e di quello che, come un seme, è affidato a noi perché possa crescere.

don Paolo

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22 maggio 2016 – Prima Domenica dopo Pentecoste – Santissima Trinità

Spesso è difficile comprendere anche nell’esperienza umana le misure dell’amore, la sua grandezza e profondità, la sua apparenza e il suo mistero. Così contempliamo l’amore di Dio senza preoccuparci di sondarlo: la sua fedeltà, la sua creatività e la sua visibilità hanno come punti di riferimento le tre divine Persone: il Padre, il Figlio, lo Spirito e la loro perfetta unità.

Tutta la gratuità di un amore eccezionale, enorme, immeritato è continuamente posta a nostra disposizione, nell’affetto che la Rivelazione ci porta e nel legame che i sacramenti del Battesimo, della Riconciliazione e dell’Eucaristia ci offrono lungo il percorso della fede. Con il rito dell’aspersione rinnoviamo l’impegno di vivere sempre nella familiarità con Dio.

don Paolo

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15 maggio 2016 – Domenica di Pentecoste (anno C)

Soprattutto per quanto riguarda i tempi e i modi di Dio, nulla avviene casualmente: accogliamo dunque come una grazia che la solennità di Pentecoste, con la diffusione senza limiti del suo Spirito, coincida con la festa in cui vogliamo rimettere a tema la coscienza di essere comunità apostolica, aperta e alternativa rispetto alle logiche correnti.

“L’insieme è superiore alla parte”, ci ricordano la Bibbia e l’insegnamento della Chiesa ed è proprio su questo convergere in unità – sotto la guida della Parola e dello Spirito, resi forti dalla misericordia e dalla fiducia del Signore Gesù, a noi sempre offerte nell’Eucaristia – che vogliamo orientare la nostra fede e speranza, affinché portino frutto nell’amore reciproco.

don Paolo

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